Servizio Clienti (+39) 075 5069369
Email info@frateindovino.eu

L'attualità e gli approfondimenti dal mensile

Frate Indovino

Voce Serafica Assisi

Fratello

30 ottobre 2020
Condividi
L'intuizione evangelica di Francesco

Monaci o frati: le parole dicono una diversità di identità e di progetto. L’esperienza monastica benedettina prolungava a livello comunitario l’esperienza dell’eremitismo, in cui si cercava e sperimentava la paternità di Dio da soli. Francesco, assumendo una novità religiosa che stava emergendo alla fine del XII secolo, sente che dall’incontro con il mistero Dio, il Padre di tutti, nasceva un’altra importante parola, anch’essa centrale nel Vangelo: la fraternità di uomini che si riconoscevano reciprocamente fratelli.
Il racconto degli inizi comunitari fatto da Francesco è molto significativo: “Il Signore mi donò dei fratelli”. La consapevolezza della paternità di Dio cambiò nel giovane la prospettiva sul mondo e sugli uomini, donandogli una centrale categoria relazionale: essere un fratello di tutti perché tutti sono un dono del Signore. Vi è dunque in lui una convergenza stretta tra sguardo “teologico” su Dio e stile relazionale con il mondo intero. L’espansione di questa coscienza si sviluppò in Francesco in due direzioni: nei confronti della natura e degli uomini. Nel primo caso la consapevolezza della fraternità universale fu alla base del famoso e conosciutissimo Cantico di frate Sole dove ogni creatura è qualificata come fratello e sorella: in tutte il Santo vede “significato e rispecchiato” il volto della paternità amorosa e generosa di Dio. Nel secondo, la coscienza fraterna della vita diventa innanzitutto stile comunitario tra i frati e poi anche modalità sociale di incontrare gli altri. Tra i frati si abolisce ogni distinzione di potere e di dominio, stabilendo che nessuno doveva più chiamarsi “priore” ma tutti erano tra loro semplicemente “frati minori”. Nei confronti del resto degli uomini si sceglie di diventare “fratelli dei minori”, mossi dal desiderio di interrompere la logica di potere e di dominio che caratterizzava la piramide sociale. E tutto ciò non solo con i cristiani ma anche con gli infedeli: anche con essi i frati dovevano rinunciare ad ogni strategia di confronto e di rivalità, per scegliere, senza eccezione, “di essere soggetti a tutti per amore di Dio”.
Insomma Francesco, forte del Vangelo, sogna di progettare e realizzare un mondo fraterno la cui parentela di origine potesse far superare tra gli uomini i sospetti per la paura delle diversità e le rivalità per il desiderio di dominio. “Siamo tutti fratelli perché amati da Dio e dunque scegliamo di essere fratelli di tutti per rendere questo mondo la grande e variegata famiglia di Dio”: questo è stato il sogno di Francesco.

fra Pietro Maranesi

Calendario

Richiedi subito la tua copia del Calendario

Sono presenti degli errori. Assicurati che i campi siano completi e corretti e reinvia il modulo.
Grazie ! La tua richiesta è stata inoltrata con successo. Ti contatteremo al più presto.